Argomenti di Istituto Bea

Marzo- Aprile: mesi della prevenzione femminile

By bea | Published ottobre 20th, 2011

E' possibile ridurre il proprio rischio di ammalarsi con un comportamento attento e con pochi esami elencati più sotto. E' bene fare esercizio fisico ed alimentarsi con pochi grassi e molti vegetali.

Anche allattare i figli aiuta a combattere il tumore al seno, perchè l'allattamento consente alla cellula del seno di completare la sua maturazione e quindi di essere più resistente ad eventuali formazioni neoplastiche.

L'ecografia è un esame molto utile per esaminare il seno giovane, dato che sotto i 40/45 anni la mammografia non è consigliata. Si raccomanda di farvi ricorso, su suggerimento del medico, anche in via preventiva.

La visita: è buona abitudine fare una visita al seno presso un ginecologo o un medico esperto almeno una volta l'anno, indipendentemente dell'età.

L'autopalpazione: è una tecnica che consente alla donna di individuare precocemente eventuali trasformazioni del proprio seno. La sua efficacia in termini di screening è però molto bassa: questo significa che costituisce un di più rispetto alla sola visita e alla mammografia, a partire dall'età consigliata, ma non può sostituirle.

 

Prenota la tua ecografia presso il nostro Istituto

Prevenzione malattie cardiovascolari

By bea | Published maggio 18th, 2011

FATTORI DI RISCHIO

La prevenzione delle malattie cardiovascolari rappresenta un’urgenza per i Paesi industrializzati sia per la loro diffusione, in continua crescita, che per la mortalità ad esse associata (gli Europei muoiono più per le malattie cardiovascolari che per i tumori).
Le malattie cardiovascolari si possono prevenire. Le strategie preventive si basano sul cambiamento di particolari abitudini comportamentali e sulla correzione di condizioni patologiche che possono predisporre all’insorgenza delle malattie cardiovascolari.
Lo scopo di questa sezione del portale è quello di fornire le informazioni necessarie per conoscere il proprio rischio di avere una malattia cardiovascolare e per prevenirle.

CHE COS'E' LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Le malattie cardiovascolari sono estremamente diffuse nella popolazione. Rappresentano la prima causa di morte nei Paesi industrializzati, tra cui l'Italia, e sono in aumento. Sono causa non solo di numerosi decessi ma anche di una riduzione della qualità di vita di chi ne è colpito in maniera non letale. Le malattie cardiovascolari si possono, almeno in parte prevenire. Ciò è possibile mettendo in atto una serie di misure di tipo comportamentale (smettere di fumare, modificare le abitudini alimentari, fare attività fisica) e di tipo terapeutico (ridurre la pressione alta, il colesterolo alto, controllare il diabete). Adottare questi consigli significa fare prevenzione. La prevenzione è senza dubbio la migliore strategia da adottare per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari!
Un valido programma di prevenzione può essere effettuato solo dopo aver identificato cosa è necessario modificare. In altre parole, è importante riconoscere l’esistenza di fattori che predispongono un singolo soggetto ad andare incontro ad una malattia cardiovascolare o la presenza della malattia ancora asintomatica.

COSA SONO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI?

Il sistema cardiovascolare è formato da una pompa meccanica, il cuore, e da una sistema di tubi che partono dal cuore (l'aorta e le altre grandi arterie) e progressivamente si dividono in condotti sempre più piccoli (arterie di medie dimensioni e arteriole) fino a tubicini dalla parete sottilissima (i capillari). La principale funzione del sistema cardiovascolare è quella di trasportare alle cellule di tutto il corpo il sangue e con esso l'ossigeno e le sostanze nutritive; inoltre, esso è deputato a portar via l'anidride carbonica e le sostanze di rifiuto prodotte dagli organi. Questi scambi si realizzano attraverso i capillari che hanno pareti sottilissime e arrivano a tutte le cellule.
Le malattie cardiovascolari sono le patologie che colpiscono il cuore e/o i vasi sanguigni. Il danno provocato da queste malattie può far si che, in determinati distretti, non giunga una quantità di sangue adeguata alle esigenze. L’insufficiente afflusso di sangue in un distretto fa sì che le cellule che lo costituiscono vadano rapidamente incontro a carenza di ossigeno. Questa carenza di ossigeno è detta ischemia. Se l’ischemia si prolunga nel tempo, può causare la morte di una parte dell'organo (infarto). L'ictus cerebrale e l'infarto del miocardio sono le più gravi malattie cardiovascolari. Nel primo caso la malattia determina una riduzione di sangue a livello di una zona del cervello; nel secondo caso si ha una riduzione del flusso di sangue a livello di una delle coronarie, i vasi deputati a portare il sangue al muscolo cardiaco (miocardio). Il danno provocato al cuore dall'infarto rende più difficile il lavoro di pompa di quest'organo e questo può determinare problemi circolatori anche in altri distretti corporei.

PERCHE' COMPAIONO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI?

Sia l'ictus cerebrale sia l'infarto del miocardio sono, nella maggior parte dei casi, la conseguenza del fenomeno noto con il termine di aterosclerosi. L'aterosclerosi consiste nel fatto che, sulla parete interna dei vasi si formano dei depositi (le placche aterosclerotiche) di materiale grasso (prevalentemente colesterolo). La formazione della placca è un fenomeno che avviene nel tempo e dipende dalla predisposizione di ciascun individuo e della presenza e gravità di alcuni fattori, i cosiddetti fattori di rischio .
La placca aterosclerotica restringe il lume del vaso e determina una riduzione del flusso sanguigno. Le cellule a valle del restringimento saranno fornite da una quantità ridotta di ossigeno e sostanze nutritizie; ciò una determina sofferenza, l’ischemia, che diventa particolarmente evidente in situazioni di aumentato fabbisogno energetico, come durante lo sforzo fisico. Il quadro clinico corrispondente all’ischemia miocardica è l’angina. Il paziente avvertirà un dolore, generalmente in corrispondenza dello sterno, l'angina per l'appunto (angor = dolore).
Le placche, inoltre, possono rompersi. La rottura di una placca aterosclerotica determina l’attivazione del sistema della coagulazione (come succede per le ferite) e la formazione di un tappo emostatico costituito dalle piastrine e dai componenti del sistema della coagulazione (fibrina). Il tappo emostatico (trombo) determina un'ostruzione a valle della quale non arriverà sangue, ne’ ossigeno ne’ sostanze nutritizie. La sofferenza delle cellule è tale che vanno incontro a morte. Il quadro clinico corrispondente alla trombosi è l’infarto.

Diete stressanti, senza risultati apprezzabili

By bea | Published marzo 31st, 2011

Non c’è niente di peggio che sottoporsi a diete stressanti dal punto di vista psico-fisico e oltretutto non vedere risultati apprezzabili. Ciò succede per una serie di ragioni, molte delle quali hanno a che vedere con gli errori che noi stessi facciamo e di cui paghiamo inconsapevolmente le conseguenze.
Spesso infatti le persone sono convinte di procedere nel migliore dei modi, ma non si rendono conto dei problemi che causano al loro metabolismo. Ad esempio, uno degli errori più comuni è consumare cibi definiti “dietetici” dal marketing pubblicitario, ma in realtà pieni di controindicazioni se si vuole seguire un regime alimentare equilibrato. Molti prodotti infatti recano diciture ingannevoli, spacciandosi per “light” e con pochi grassi. In realtà, al loro interno ci sono percentuali anche molto alte di zuccheri aggiunti o di sale, che di certo non aiutano durante una dieta.

Fra i prodotti di questo tipo ci sono innanzitutto i cosiddetti yogurt light, che si presentano con confezioni che mostrano la scarsa incidenza di grassi al loro interno, ma che contengono al contrario anche 15 grammi di zuccheri aggiunti, il più delle volte sotto forma di fruttosio. L’ideale è acquistare uno yogurt bianco e addolcirlo per conto proprio con miele o mirtilli. Ancora meglio lo yogurt greco, che ha la metà degli zuccheri e quasi il doppio delle proteine di uno yogurt comune.
Un’altra categoria di alimenti ingannevoli è costituita da quelli privi di grassi. In realtà, gli alimenti veramente privi di grassi sono anche privi di sapore. Per ovviare al problema, le aziende aggiungono altre sostanze – sale, zuccheri, amidi – comunque penalizzanti. Oltretutto, gli zuccheri saziano molto meno dei grassi; di conseguenza, se non si consumano grassi la persona può essere spinta a mangiare di più per compensazione. Altro errore comune è il ricorso ai succhi di frutta, anch’essi pieni di zuccheri aggiunti e con un quantitativo calorico molto elevato.
Oltre agli alimenti dagli effetti imprevisti, va considerato un atteggiamento tipico dell’era moderna, ovvero il mangiare al di là di un’esigenza specifica, vale a dire anche quando non si ha effettivamente fame. Ciò succede in base a motivazioni di carattere sociale, ad esempio quando si partecipa a festeggiamenti di qualche tipo, oppure quando si cerca nel cibo la consolazione per un disagio emotivo difficile da sostenere.
Quando si intende perdere qualche chilo, va considerata sempre un po’ di attività fisica. Ridurre semplicemente l’introito calorico giornaliero non basta e conduce semmai a una perdita di peso generalizzata, sia di massa magra che di massa grassa. Anche se non si è uno sportivo, è sufficiente partire con 10.000 passi al giorno, un’attività che aiuta molto a ridurre il peso senza soffrire i morsi della fame.
Infine, un piccolo cambiamento della distribuzione dei pasti nel corso della giornata può aiutare molto. È preferibile scegliere la colazione o il pranzo come pasti principali, e non la cena, per evitare di arrivare a sera con troppa fame e per un uso migliore delle calorie che vengono inserite. Se si assumono più calorie in mattinata, infatti, si ha anche più tempo a disposizione per consumarle nel corso della giornata.

Valutazione del rischio stress lavoro correlato.

By bea | Published novembre 10th, 2010

Entro il 31/12/2010 tutte le aziende avranno l’obbligo di integrare  “la valutazione del rischio in essere”  con ”la valutazione del rischio stress lavoro correlato”, al fine di  individuare quei gruppi omogenei di lavoratori che, svolgendo la loro mansione, potrebbero risultare esposti  a tale rischio  e di  intraprendere quindi  le azioni più efficaci per eliminarlo o ridurlo.

La valutazione del rischio in oggetto , come indicato dall’Accordo Europeo 8 Ottobre 2004 e dall’accordo interconfederale 09/06/2008, dovrà  tenere in considerazione, tra gli altri, alcuni indicatori di stress tra i quali:

 -          L’assenteismo

-          L’aumento del tasso di infortuni sul luogo di lavoro

-          Le manifestazioni somatiche (manifestazioni di alterazione della salute personale del lavoratore)

-          Le manifestazioni comportamentali (scarsa concentrazione, difficoltà a prendere decisioni, conflittualità interpersonali    tra lavoratori)

Qualora dalla valutazione non emergessero fattori di criticità legati allo stress lavoro correlato, la stessa potrebbe concludersi con l’impegno da parte del Datore di Lavoro a monitorare eventuali  comportamenti anomali, anche segnalati dal medico competente o dall’ufficio personale ove presente, al fine di verificarne il legame con fattori lavorativi.

Il nostro Istituto rimane comunque a disposizione per qualsiasi informazione.

L’importanza della visita medico sportiva

By bea | Published agosto 30th, 2010

L’importanza della visita medico sportiva.

Si tratta di un obbligo che viene troppo spesso sottovalutato,  sino a che non viene portato drammaticamente alla ribalta dei media…. Il dato relativo a coloro che praticano un’attività sportiva non necessariamente agonistica ma tuttavia impegnativa, è in costante aumento ormai da molti anni. Il progressivo allungarsi della vita media, oltre al crescente allargamento delle fasce d’età praticanti attività sportive, ha fatto sì che la visita di idoneità sportiva interessi oggi una popolazione che va dai 7 ai 70 anni. Essa non deve ridursi ad una mera procedura burocratica né tanto meno ad un ostacolo che ci separa dal praticare liberamente il nostro sport.
Il medico che effettua la visita ha l’obbligo di accertarsi delle nostre condizioni fisiche tenendo conto che il nostro organismo è un complesso “macchinario” che si evolve costantemente, anche in rapporto all’attività fisica che scegliamo di svolgere. La visita è importante per l’analisi del profilo cardiologico del paziente, per la misurazione della pressione arteriosa sotto sforzo, per rilevare l’efficienza dell’apparato respiratorio ,e  la valutazione della capacità polmonare attraverso, specialmente per gli atleti over 40, e  nel caso dei pazienti più giovani, per identificare la tipologia di attività fisica più specifica ai fini dello sviluppo e della crescita.

Il nostro fisico è come una automobile di grossa cilindrata, ogni anno ha bisogno di un tagliando, per funzionare bene.

Bevete più acqua

By bea | Published agosto 15th, 2010

E’ consigliabile bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno perché essa svolge importanti funzioni nel nostro organismo: depura il sangue dalle tossine, aiuta i reni, facilita la digestione, l’assorbimento e il trasporto delle sostanze nutritive.Il nostro corpo è composto per circa il 70% da acqua vale a dire che in una donna di 60 kg ben 36 sono d’acqua.
Oltre a depurare e fluidificare il sangue, l’acqua mantiene l’equilibrio chimico-fisico delle cellule ed il loro turgore, inoltre produce un vero e proprio lavaggio della vescica e dell’intestino evitando fastidiose irritazioni.
Va sottolineato che bere durante i pasti è importante in quanto viene stimolata la secrezione gastrica e quindi risulta facilitata la digestione; la quantità benefica può arrivare anche a mezzo litro.
In generale si può bere sempre magari ancora prima di avere sete, infatti questo stimolo è in realtà un segnale d’emergenza: si ha sete quando le riserve d’acqua sono ridotte ed è necessario ripristinarle.